Metodo-no

Dal territorio al racconto

Dal territorio al racconto

Ogni fotografia, ogni video e ogni articolo che pubblico nasce molto prima del momento in cui viene realizzato.

Nasce sul territorio.

Da una strada percorsa senza fretta, da un sentiero, da una conversazione, da un dettaglio osservato per caso o da un luogo in cui decido di tornare più volte nel corso del tempo.

Il racconto è soltanto l’ultima fase di un percorso più lungo.

Osservare

Quando arrivo in un luogo non cerco immediatamente una fotografia.

Preferisco osservare.

Cerco di capire come si presenta, quali relazioni esistono tra il paesaggio e le persone che lo abitano, quali attività lo caratterizzano e quali dettagli contribuiscono a costruirne l’identità.

A volte ciò che rende interessante un territorio non è l’elemento più evidente, ma qualcosa che emerge soltanto dedicandogli attenzione.

Esplorare

Molti luoghi si rivelano poco alla volta.

Per questo motivo torno spesso negli stessi territori in stagioni diverse, con condizioni atmosferiche differenti e in momenti diversi della giornata.

Camminare, pedalare o semplicemente fermarsi a osservare permette di cogliere aspetti che una visita veloce difficilmente riuscirebbe a mostrare.

L’esplorazione non serve soltanto a raccogliere materiale.

Serve soprattutto a costruire conoscenza.

Raccogliere

Durante ogni uscita raccolgo immagini, video, appunti, registrazioni audio, riferimenti storici, tracce GPS e osservazioni personali.

Nel tempo questo materiale va a formare un archivio che continua a crescere e ad arricchirsi.

Non considero l’archivio un deposito di file.

Lo considero una memoria di luoghi, esperienze e relazioni che può essere riletta e interpretata nel tempo.

Comprendere

Prima di raccontare cerco di comprendere.

Leggo, confronto fonti, approfondisco aspetti storici, geografici e culturali, osservo ciò che ho raccolto e cerco connessioni tra elementi che a prima vista sembrano lontani.

Questa fase richiede tempo.

È il passaggio che trasforma la semplice documentazione in una possibile lettura del territorio.

Costruire il racconto

Quando il materiale raccolto trova una forma, entrano in gioco i linguaggi.

A volte il racconto prende forma attraverso una fotografia.

Altre volte attraverso un video.

Altre ancora attraverso un articolo, un reportage o un progetto editoriale più ampio.

Ogni storia suggerisce il modo migliore per essere raccontata.

L’obiettivo non è descrivere tutto, ma individuare ciò che rende quel luogo riconoscibile e degno di essere ricordato.

Condividere

La pubblicazione non rappresenta la conclusione del percorso.

È un nuovo passaggio.

Articoli, fotografie e video diventano strumenti attraverso cui il lavoro di osservazione e ricerca torna a disposizione di altre persone.

Alcuni li utilizzeranno per preparare un viaggio.

Altri per approfondire un territorio che già conoscono.

Altri ancora semplicemente per il piacere della scoperta.

Un metodo che può accompagnare anche altri progetti

Questo approccio nasce dai progetti che porto avanti personalmente e dai territori che attraverso nel tempo.

In alcuni casi viene applicato anche a collaborazioni con strutture ricettive, aziende, produttori, associazioni, enti e realtà locali che desiderano raccontare il proprio legame con un territorio attraverso immagini, video e parole.

L’approccio resta lo stesso.

Osservare prima di comunicare.

Comprendere prima di raccontare.

Costruire contenuti che non si limitino a mostrare un luogo o un’attività, ma che aiutino a comprenderne il carattere, le relazioni e l’identità.

Perché questo approccio

Viviamo in un tempo in cui produrre contenuti è diventato sempre più semplice.

Osservare continua a richiedere tempo.

Per questo preferisco costruire i miei racconti partendo dall’esperienza diretta, dalla conoscenza progressiva dei luoghi e da un archivio che cresce insieme ai territori che attraverso.

Perché ogni racconto autentico nasce molto prima del momento in cui viene scritto, fotografato o filmato.

Nasce sul territorio.